Cervello in tilt

Stefano Micheliini Neuroscienziato - Cervello in Tilt Cervello in Tilt è lo sviluppo di un'idea del 1999 e pubblicata sotto altre vesti dalla più importante rivista del mondo di Psichiatria American Journal of Psichiatry.
Prevedeva come avrebbe funzionato il nostro cervello nel 2015. Quindi sono, insieme al mio team, 2 anni indietro.
Vorrei, al di là delle oggettività, aiutare ad eliminare pesantezze inutili per ridere di più.


Se guardiamo indietro, in tutte le epoche della storia dell’uomo, possiamo osservare un progresso tecnologico esponenziale, evidenza certa di cervelli funzionanti, che sviluppano idee, realizzano nuovi prodotti, e che permettono all’uomo attuale di fare tutto.

Lo stesso progresso non ha supportato la parte psicologica, che non si è sviluppata allo stesso ritmo. Inutile negarlo. Non viviamo bene. Non siamo mai vissuti bene in modo continuo. Lo studio di questa difficoltà a produrre felicità quotidiana è dovuta a due fattori critici: il primo è che la felicità non è contemplata nel programma genetico dell’uomo, se non come catalizzatore di sopravvivenza: si nasce per riprodursi, garantire la sopravvivenza della specie e poi morire. La felicità è una condizione transitoria legata a variabili ambientali e, pertanto può esserci come non. Il secondo fattore critico che giustifica una felicità instabile è che le Neuroscienze si sono sviluppate tardivamente, per la complessità anatomica e fisiologica del cervello. Di conseguenza, l’approccio alla felicità instabile o al disagio psicologico quotidiano è stato e continua ad essere poco compreso, e concepito come una sconfitta accettata.

La psichiatria si è sempre occupata di malattie gravi, che con l’evoluzione delle conoscenze, sono state progressivamente capite, diagnosticate e curate. E’ molto raro che un paziente con una depressione media non giunga all’osservazione medica e che sia curato in tempi brevi. E’ invece molto frequente che sofferenze psicologiche minori siano attribuite al carattere e quindi considerate permanenti. Tratti comuni dell’uomo come la gelosia, la timidezza, l’irritabilità, le continue relazioni difficili, e si potrebbe andare avanti con un elenco infinito, sono invece la causa maggiore della sofferenza psicologica quotidiana. L’attualità psicologico-psichiatrica ha deciso di occuparsi di queste annose questioni che determinano scelte di vita vincolate ai propri difetti e ad una insufficiente qualità della vita. In una serie di brevi sintesi, cercheremo di decifrare la natura di questi disagi e la possibilità di curarli, regalando un contributo fondamentale ad essere più sereni possibili.
Iniziamo questa serie di analisi con i disagi legati alla paura e all’insicurezza, ai problemi con il cibo, alle relazioni sentimentali e lavorative complicate, al gioco d’azzardo e ad una ipotesi di un pronto soccorso psicologico separato, ma funzionalmente sinergico con quello degli Ospedali.

Nel prossimo blocco affronteremo altri disagi psicologici quali vivere nelle difficoltà economiche, resistenza al mobbing, avere figli caratterialmente difficili, crescere figli disabili, essere disabili, essere divorati dall’invidia e dalla rivalità, vivere a tempo determinato con un tumore maligno diagnosticato.

Queste condizioni psicologiche particolari, se non concepite come malattie, possono rendere infernale la nostra vita, quando potrebbero essere eliminate velocemente e per sempre, rendendoci uomini più liberi.

ANSIA E INSICUREZZA

IL LUTTO

RELAZIONI COMPLICATE

PROBLEMA CIBO

LA DISTORSIONE DELL'IMMAGINE

DIPENDENZA SENZA DROGA

GIOCO D'AZZARDO

DISABILITÀ

PRONTO SOCCORSO PSICOLOGICO